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martedì 8 gennaio 2013

Interrogata dalla polizia per un tweet su Gramsci



Spagna, Madrid - Incredibile la notizia che gira oggi su internet della ragazza convocata e interrogata dalla polizia spagnola per aver postato su twitter una frase dell'italiano Antonio Gramsci.

La frase: "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza." ha insospettito la polizia che

domenica 6 gennaio 2013

Introduzione del reato di tortura in Italia

  

Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Parlamento e al Governo Italiano di introdurre nell'ordinamento giuridico il reato di tortura.

Previsto dalla Convenzione dell’Onu che il nostro Paese ha ratificato oltre vent’anni fa.

Il reato di tortura tutelerebbe non solo i carcerati, i condannati e tutti gli individui in stato di fermo, ma ognuno di noi e soprattutto

giovedì 5 luglio 2012

#GiustiziaG8




Oggi è attesa nel tardo pomeriggio la sentenza sui pestaggi della Diaz a Genova ai margini del G8 del 2001.
Calci, pugni, manganellate, offese, violenze gratuite che ci hanno fatto vergognare difronte al mondo intero. Tra i ragazzi vittime degli abusi molti stranieri. Arresti illegali e torture in stato di detenzione da parte della polizia.
Questi sono fatti ormai noti, non ancora per la giustizia.

"La più grave interruzione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda Guerra Mondiale" Amnesty International


I responsabili sono sempre stati assolti o condannati per reati insignificanti come l'abuso d'ufficio. Alcuni di loro hanno fatto anche carriera e sono stati promossi. 
Oggi chiediamo GIUSTIZIA.

Su Twitter l'hashtag di riferimento è #GiustiziaG8. 
Facciamoci sentire. 




Chiediamo tutti, per tutti e una volta per tutte: #GiustiziaG8

Firmate l'appello 10x100


Don't clean up the blood

martedì 26 giugno 2012

Giornata Mondiale contro la Tortura

 La tortura è un metodo di coercizione fisica o psicologica, talvolta inflitta con il fine di punire o di estorcere delle informazioni o delle confessioni; molte volte accompagnata dall'uso di strumenti particolari atti ad infliggere punizioni corporali. (da wikipedia)


Il 26 giugno è la giornata mondiale contro la tortura, pratica barbara utilizzata ancora in moltissimi Paesi, spesso per ottenere confessioni precofezionate e completamente false. Oppure ancora peggio solo per il gusto di picchiare e dare lezioni sommarie immediate sul posto da parte delle forze dell'ordine.

L'Italia non ha ancora inserito nel suo ordinamento giuridico il reato di tortura. Questo permette molto spesso azioni deplorevoli da parte delle forze di polizia nei confronti di detenuti o manifestanti.
A 10 anni dagli eventi che caratterizzarono il G8 di Genova, in particolare il massacro della Diaz e la morte del manifestante Carlo Giuliani sono ancora troppe le ombre sull'operato delle istituzioni.
Per quanto riguarda la Diaz i responsabili sono stati condannati per reati minori come l'abuso d'ufficio proprio perché manca il reato di tortura.
Per quanto riguarda le morti sotto regime di detenzione come i casi Cucchi e Uva, solo per citare i due più famosi, i processi sono ancora in corso d'opera, ma il sistema giuridico italiano ha pochi mezzi per individuare rapidamente i veri colpevoli.

Con Operazione Trasparenza, Amnesty International sta chiedendo con forza al governo italiano di dotare le forze dell'ordine di adeguati strumenti, di rendere identificabili gli agenti con codici alfanumerici di riconoscimento e di introdurre il reato di tortura.
Questo sia a tutela dei cittadini che vengono fermati, che possono in caso di eventuali abusi individuare l'agente colpevole, sia a tutela di tutti gli agenti, che in questo modo possono allontanare i veri colpevoli e le poche mele marce che ne rovinano l'operato.

Firma l'appello di Amnesty International: Operazione Trasparenza - Diritti umani e polizia in Italia


Diritti umani e polizia in Italia

Nessun reato può giustificare la pena di morte, tanto meno la tortura.


lunedì 18 giugno 2012

Un nome, un simbolo, un uomo: Rodney King


 Aveva 47 anni, è stato trovato senza vita sul fondo di una piscina il 17 giugno 2012. Rodney King è stato il simbolo e la miccia che hanno scatenato le proteste del 1992 a Los Angeles contro la polizia accusata di razzismo.


Il problema dei poliziotti bianchi che spesso si accanivano contro i neri con pestaggi indiscriminati era fortemente presente nella Los Angeles dei primi anni '90.


Il 3 marzo 1991, dopo essere stato fermato per eccesso di velocità mentre si trovava alla guida del suo taxi, alcuni agenti di polizia lo hanno pestato violentemente con calci e manganellate mentre era già a terra inerme e inoffensivo. L'episodio fu ripreso da un videoamatore e diffuso in tutta l'america e poi in tutto il mondo. Gli agenti, tra i quali c'era anche una coppia (marito e moglie), che si sono resi protagonisti di un gesto così brutale, sono stati tutti assolti nel 1992.


A tale notizia la comunità nera di Los Angeles si è mobilitata con violente proteste che hanno portato poi la polizia a dotarsi di regolamenti più duri e a istituire dei corpi di polizia con uomini espressione delle diverse aree della città. A oggi però le denunce di razzismo non sono diminuite.




Nel 1992 il regista Spike Lee ha aperto il suo film "Malcom X" con il video del pestaggio a Rodney King con in sottofondo un duro discorso sul razzismo dei bianchi contro i neri dello stesso Malkom X.


Se oggi gli stati uniti hanno un presidente afroamericano lo devono anche a lui e forse è per lo stesso motivo che ora non c'è più.


Questo è il discorso di Malkom X preso dall'omonimo film di Spike Lee in cui vengono riprese alcune scene del pestaggio.